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Google implementa l'AI nella Search: cosa significa per l'editoria?

Al Google Marketing Live 2023 sono state presentate le novità di Big G: l'intelligenza artificiale è protagonista, ma cosa significa per l'editoria?

Al Google Marketing Live tenutosi il 23 maggio 2023, Big G ha rilasciato alcune dichiarazioni che potrebbero preoccupare il mondo dell'editoria digitale. 

Scopriamo cosa sta cambiando e perché.

L'intelligenza artificiale sbarca su Google Search

Il motore di ricerca sta lavorando al rilascio di risposte dirette e sempre più adeguate alle query degli utenti. L'importante cambiamento che si sta già notando è dato dall'immediata risposta di Google, senza la necessità di andarla a cercare tra l'elenco di siti forniti. 

Per intenderci: se prima, alla query "meteo oggi" apparivano una serie di link a siti web che mostravano le previsioni meteo, quello che fa Google adesso è mostrare direttamente il meteo. 

Ma oltre a questo cambiamento, si è potuta notare un'altra variazione nella SERP negli ultimi tempi: la pagina non mostra più 10 annunci ma è passata a mostrarne 26. Si ipotizza che questo possa cambiare e si possa tornare a visualizzare la "vecchia" SERP, ma succederà davvero?

Noi pensiamo di no. L'obiettivo finale di Google è quello di migliorare l'esperienza utente quindi qualsiasi cambiamento abbia apportato lo ha messo in atto per migliorare la soddisfazione dell'utente e indurlo a utilizzare sempre di più il suo motore di ricerca. 

È finita l'era del semplice elenco di collegamenti: oggi Big G. asseconda le richieste dell'utente in modo sempre più intelligente, anche se questo vuol dire ampliare l'uso dell'AI. 

Come l'AI influenza l'editoria digitale

È noto che vi siano attualmente numerosissimi dibattiti in merito agli articoli generati con l'intelligenza artificiale e ai danni che tutto ciò può apportare ai giornalisti e alle redazioni. Si parla di copywriting artificiale, perdita di lavoro, disumanizzazione. 

A seguito di questo, il fact-checking sta diventando sempre più indispensabile. L'AI non è (ancora?) in grado di filtrare le fake news e questo inficia la veridicità delle notizie, degli articoli e di tutto quello che viene creato. È qui che il ruolo degli uomini diventa indispensabile. Migliorare e correggere le imprecisioni per garantire sempre un'informazione di qualità, che vedremo essere il fulcro del mantenimento dell'editoria nonostante il vortice dell'AI.  

È inoltre essenziale il contributo degli scrittori per mettere a punto notizie e articoli in settori verticali; l'intelligenza artificiale è molto approssimativa quando si tratta di specifiche verticalizzate. 

L'uso dell'intelligenza artificiale nella Search preoccupa nello specifico gli editori poiché potrebbe significare meno traffico ai propri siti web. Dato che la risposta all'utente viene fornita direttamente nella SERP, difficilmente l'utente cliccherà sul link del sito, poiché ha avuto già la sua risposta. Questo è il fenomeno che sta prendendo campo delle cosiddette ricerche "zero click", senza la necessità di approfondire.  

Ma è davvero così che andranno le cose? I siti non verranno più aperti? Che fine farà la pubblicità display all'interno dei portali? Come si manterranno gli editori?

Ancora una volta, facciamo chiarezza. 

AI per gli editori: problema o opportunità?

Spoiler: avrete sempre traffico al vostro sito web e la pubblicità verrà ancora visualizzata. 

Potrebbe accadere che, specialmente agli inizi di queste nuove tecnologie, il vostro traffico diminuirà. Ma questo avviene solo perché sta cambiando un intero paradigma. Quality over quantity. 

Premettiamo che Google non interromperà mai il traffico ai siti web, e sia Big G che Microsoft ci tengono a sottolineare che tuteleranno i click sui risultati. Senza questi click gli editori non potrebbero più sostenersi, e non potendo farlo arriverebbero alla chiusura del sito: ma cos'è Google senza siti contenuti da mostrare? Abbiamo fatto 2+2. 

I contenuti sono la materia prima su cui l'intelligenza artificiale si basa, non possono quindi venir meno. 

Ma si richiede uno sforzo per migliorare l'intero ecosistema editoriale digitale. 

La qualità verrà premiata prima di tutto. Se pensate che Google sceglie i risultati migliori come risposta diretta agli utenti, avete già capito il filo logico. 

Si incentiva così l'informazione di qualità, ben scritta, la creatività, il content marketing e il brand journalism. 

La generazione di contenuti tramite AI può essere una grande opportunità per i content creator, i copywriter e i giornalisti. Utilizzando l’intelligenza artificiale per la scrittura si potranno risparmiare tempo e risorse, dedicando quel tempo ad altri compiti. L’AI, inoltre, si rivela utile per la correzione di bozze, correggendo più velocemente i testi ed evitando riletture su riletture. È a tutti gli effetti uno strumento per aumentare la produttività. Essa si pone come supporto all’editore e non come sostituzione.

Se ci poniamo in modo riflessivo sull'argomento, tutto questo cambiamento è un bene, poiché migliorando l'esperienza utente e alzando la qualità dei contenuti, gli utenti saranno più propensi a cliccare su un sito, aumentando anche la possibilità di fidelizzarli.

Questo aumenta di conseguenza le visite e le visualizzazioni all’interno dei portali.  

Fonti:

https://neilpatel.com/blog/google-ai-search/

https://blog.google/products/search/generative-ai-search/

https://developers.google.com/search/blog/2023/02/google-search-and-ai-content?hl=it  

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