HEAT MAPS: mappe di calore utili al tuo sito

Cosa sono le mappe di calore e come possono essere utili alla strategia di crescita del tuo sito?

Le mappe di calore (heat maps) sono strumenti molto utili per comprendere cosa fanno gli utenti che visitano il tuo sito web, ad esempio: i clic (i punti maggiormente cliccati), gli scroll (fino a dove scrollano), su cosa si soffermano ecc. Tutto questo permette all’editore di avere un quadro più dettagliato dei punti di forza di una pagina web e dei punti critici da migliorare.

Per questi stessi motivi, queste mappe si rivelano strategiche anche per le strategie SEO. Le heat maps ci permettono infatti discoprire quali tipi di contenuti attirano di più l’attenzione del pubblico e dove invece si riscontrano difficoltà nella navigazione.

Cosa sono le Heat Maps

Le heat maps (mappe di calore o mappe termiche) sono una rappresentazione visiva dei dati di navigazione delle pagine di un sito web, che mettono in evidenza le interazioni degli users attraverso una scala di colori e test di eye-tracking.

I colori nella mappa di calore non sono altro che una rappresentazione grafica di dati in cui i valori sono riprodotti nei colori, su una scala che va dal rosso al blu, dove il colore più caldo indica il livello più alto di coinvolgimento e il più freddo il livello più basso.

Colori caldi = maggiore attività e interazioni

Colori freddi = scarsa attività

Queste mappe termiche consentono di semplificare le visualizzazioni dei dati e la loro comprensione.

A cosa servono?

In generale, le heat maps sono al centro di diverse tipologie di analisi. In particolare, o meglio, più comunemente sono utilizzate per mostrare il comportamento degli utenti all’interno delle pagine web.

Sfruttando la combo mappe di calore – test A/B si possono sperimentare differenti posizioni degli elementi in pagina per trovarela combinazione che funziona di più per incontrare l’interesse degli utenti e aumentare le prestazioni.

Facciamo un esempio. Se la mappa di calore ci mostra che gli users trascorrono più tempo su una determinata sezione del sito, si potrà decidere di inserire proprio lì i contenuti più importanti, le CTA o qualsiasi altro elemento a cui si vuole dare risalto.

Come funzionano le mappe termiche?

Il concetto è semplice e lo abbiamo già anticipato prima: elementi come scroll e click vengono analizzati e trasformati in colori che permettono di notare la densità di utilizzo delle diverse parti della stessa pagina.

Da dove nascono le heat maps?

Già nel 1800, utilizzando la scala dei grigi e partendo da una matrice di dati, le heat maps venivano utilizzate soprattutto in ambito medico.

Precisamente un medico britannico, John Snow, utilizzò questo tipo di mappa per analizzare la diffusione dell’epidemia di colera a Londra. La mappa si colorò in base al numero di casi di colera; questo permise al medico di identificare la fonte dell’epidemia, affrontarla e sconfiggerla.

Tuttavia, le heat maps più simili a quelle contemporanee spunteranno negli anni ’90. I ricercatori bioinformatici le utilizzeranno per valutare i risultati di esperimenti genetici.

Solo con l’avvento del Web si vedranno le moderne mappe di calore.

Tipologie di Heat Maps

· Clic Heatmaps: mappe che tracciano i click e identificano le aree della pagina in cui gli utenti fanno clic più frequentemente. Analizzano link interni, barra di navigazione, loghi, immagini, CTA e tutto ciò che è cliccabile.

· Scroll Heatmaps: mappe che tracciano lo scorrimento e mostrano fino a che punto gli utenti scrollano una pagina web, monitorando così quanto a fondo le persone scorrono la pagina. Visivamente, più rossa è l’area più persone la leggono, mentre l’azzurro dimostra il contrario.

· Move Heatmaps: mappe di spostamento che tracciano il movimento del mouse degli utenti su una pagina web.

· Device Heatmaps: mappe per dispositivo, per confrontare le interazioni degli utenti per tipo di dispositivo.

· Engagement Maps: per zone di coinvolgimento. Si tratta di una tipologia di mappe che combinano set di dati di interazione derivanti da clic e scorrimento in un’unica visualizzazione.

· Rage clic maps o mappe di calore dei clic di rabbia: si concentrano  sulle aree su cui gli utenti cliccano ripetutamente di seguito, comportamento spesso associato alla frustrazione. Queste sono decisamente le aree in cui il tuo sito avrà bisogno di miglioramenti.

È importante ricordare che una heat map non ci fornisce una spiegazione del perché gli utenti si comportano in un certo modo, starà all’editore cercare di comprendere le motivazioni di quei comportamenti.

Ecco alcune domande che possono fare da guida all’interpretazione delle mappe:

·       In che modo gli utenti stanno utilizzando la pagina di destinazione?

·       Come navigano sulla pagina?

·       Cosa attira la loro attenzione e dove tendono a fare clic?

·       Quale elemento della pagina stanno ignorando?

·       Fanno clic sulla CTA?

·       In quale area della pagina andrebbero posizionati gli elementi più importanti, quelli che non devono assolutamente essere ignorati?

Oltre a offrire un'analisi visiva coinvolgente, queste mappe fungono da chiave di accesso per sbloccare il potenziale del tuo sito. La comprensione dettagliata delle sezioni che catturano l'attenzione degli utenti, quali necessitano di miglioramenti e come ottimizzarle per i dispositivi mobili si traduce in una guida pratica per il miglioramento della tua piattaforma.

Fonte:https://www.seozoom.it/heatmap-mappa-di-calore-seo-guida/

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