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Internal linking: guida pratica alla creazione di link interni

Hai mai sentito parlare di Internal linking? Leggi la nostra guida pratica per ottimizzare l’architettura del tuo sito web e dare uno slancio alla tua strategia SEO.

Molto spesso, quando si parla di SEO, si focalizza l’attenzione sulle migliori strategie di Link Building, ma c’è una pratica che viene trascurata: l’internal linking.

Cos’è l’Internal linking?

Procediamo con ordine. Innanzitutto, facciamo una distinzione tra tipi di link: i link esterni sono quelli che collegano due pagine di domini differenti. Possono essere in ingresso, da un dominio esterno verso il nostro, o, al contrario, in uscita. I link interni, invece, collegano due pagine dello stesso dominio. L’internal linking è quindi la costruzione di una rete di link interni tra i contenuti del nostro sito web. Questa pratica apporta alla SEO numerosi vantaggi. Vediamo perché.

I vantaggi dei link interni

vantaggi link interni

In primo luogo, i link interni favoriscono ai motori di ricerca la comprensione della struttura del tuo sito web. Infatti, durante la fase di crawling, il Googlebot scansiona le pagine web: quando trova un link, lo segue e scansiona una nuova pagina, indicizzandola.

In questo modo, Google scopre continuamente nuovi contenuti pertinenti, dimostrando anche la correlazione tra le pagine linkate. Questo, dal punto di vista della user experience, aiuterà anche gli utenti a capire le connessioni tra i tuoi contenuti e sarà un modo per dimostrare competenza e autorevolezza.

Un altro vantaggio riguarda il trasferimento di autorità. Come abbiamo già visto nell’articolo dedicato al Page Rank di Google, ogni pagina web possiede un punteggio di qualità e autorevolezza assegnato da Google. Sebbene dal 2016 il Page Rank non sia più visibile al pubblico, ancora oggi pone le basi dell’algoritmo di ranking.

Questo punteggio può essere trasmesso da una pagina all’altra attraverso i link interni: se una pagina del tuo sito web ha link esterni autorevoli, essa potrà trasferire autorità anche ad altre pagine tramite i link interni.

Come accennato già prima, l’internal linking è vantaggiosa anche per quanto riguarda la user experience: i link interni aiuteranno l’utente a trovare altri contenuti interessanti e pertinenti, aumentando anche il tempo medio di navigazione all’interno del sito. Con questo metodo, ad esempio, l’utente può essere guidato verso pagine d’acquisto e invogliato a comprare un prodotto.

Tipi di link interni

Ora che hai compreso perché è importante costruire link interni, vediamo i due tipi principali.

Link interni navigazionali

Si tratta di link presenti in tutto il sito, che aiutano l’utente a navigare all’interno delle pagine e trovare facilmente i contenuti che gli interessano.

Sono ad esempio i link presenti nel menu principale, nel footer, nelle barre laterali.

Link interni contestuali

In questo caso, invece, si tratta di link inseriti all’interno del corpo testuale di una pagina. Essi puntano a pagine del sito considerate pertinenti, come schede prodotto, approfondimenti o argomenti correlati.

È importante che un link interno contestuale sia intuitivo e ben visibile, con un testo di ancoraggio chiaro e pertinente.

Audit dei link interni

Audit Link Interni

A meno che tu non stia costruendo un sito web da zero, troverai già una rete di link interni senza che ci sia però una strategia dietro.

Per capire qual è il tuo punto di partenza e prendere decisioni di conseguenza, sarà necessario effettuare un Audit dei link interni.

Ecco i criteri da tenere in considerazione:

Quanti clic impiega l’utente per trovare la pagina?

La home page di un sito web è considerata la pagina più autorevole: più sarà distante la pagina dalla home page e inferiore sarà la sua autorità.

Esistono sul web dei tool che ti permettono di misurare la profondità di scansione delle pagine. Tramite l'utilizzo di questi strumenti, una volta esportati i dati, potrai vedere quali sono le pagine importanti con una profondità di scansione elevata e agire di conseguenza. In generale, dovresti puntare a un massimo di 3 clic.

Quanti link interni riceve ogni pagina?

Tramite gli stessi strumenti, puoi visionare il numero di link interni per ogni pagina. Ecco cosa devi tenere a mente:

- Evita le pagine orfane, vale a dire quelle con zero collegamenti interni.

- Limita i collegamenti interni a un massimo di 100. Ricorda: i link interni segnalano ai motori di ricerca le pagine più importanti. Se inserisci troppi link interni a pagine irrilevanti i motori di ricerca non presteranno la giusta attenzione a quelle effettivamente importanti.

- Elimina i link di bassa qualità: mentre valuti i link interni, prendi nota dei link non correlati alla pagina in cui vengono visualizzati. I link dovrebbero aggiungere informazioni al contenuto della pagina e consentire ai lettori di approfondire l’argomento.

Individua i problemi dei link interni

Durante l’analisi dei link interni, potresti imbatterti in diverse problematiche. Ecco le più frequenti:

- Link interni interrotti: sono link che collegano a pagine web non più esistenti, generando errori 404. Sarà necessario rimuovere il link o sostituirlo.

- Link non scansionati: in questo caso, il problema potrebbe essere causato dal formato errato della URL. Sarà necessario quindi rivedere la formattazione delle URL e correggerla.

- Attributi no follow: l’attributo nofollow nei link interni in uscita limiterà il flusso di crawling del bot di Google. È consigliabile rimuoverlo da tutti i link contrassegnati nell’analisi.

- Reindirizzamenti: i redirect permanenti o le catene di redirect rendono difficoltosa la scansione da parte del motore di ricerca e inficiano sulla UX. È meglio quindi aggiornare i link interni così da eliminare i redirect.

Costruisci una strategia di internal linking

Una volta effettuato l’Audit e corretti i problemi, potrai procedere a costruire una strategia e migliorare le performance del tuo sito web.

Step 1: crea un elenco di pagine hub, ossia pagine di contenuto pillar su un argomento, a cui collegare pagine secondarie di approfondimento (contenuto cluster). In questo modo, potrai indirizzare il traffico principale sulle pagine hub, utilizzando parole chiave generiche con alti volumi di traffico.

Step 2: crea cluster di argomenti, cioè una rete di link interni tra la pagina hub e gli argomenti di approfondimento. Queste pagine mostreranno la pertinenza dell’argomento e renderanno la pagina hub la fonte più autorevole.

cluster di argomenti

Step 3: scegli i giusti anchor text. Per quanto riguarda i link interni, l’utilizzo di testi di ancoraggio a corrispondenza esatta non comporta penalizzazioni come nel caso dei link esterni. Tuttavia, è buona regola variare gli anchor text, utilizzando varianti a coda lunga delle parole chiave target e cercando di posizionarli in maniera naturale all’interno del contenuto.

Step 4: individua le pagine con maggiore autorità. Costruendo un solido profilo di backlink per queste pagine e una rete di link interni efficace, riuscirai a trasferire strategicamente autorevolezza anche alle altre pagine del tuo sito web.

Step 5: potenzia la strategia di internal linking. Identifica nuove potenziali connessioni pertinenti. Effettua una ricerca su Google per individuare gli articoli presenti sul tuo sito web correlati a un dato argomento e crea tra di essi dei link reciproci.

Conclusioni

Speriamo che questa guida step-by-step ti sia utile a capire come ottimizzare la struttura del tuo sito e sfruttare strategicamente tutte le potenzialità dei link interni.

Ricorda, l’internal linking è solo una piccola parte delle best practice SEO, ma, se applicata nel modo giusto, avrà sicuramente un impatto positivo sul tuo sito web e ti permetterà di scalare con agilità la SERP dei motori di ricerca.

 

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